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Fin dal 2014, anno della prima edizione, Smart Citynes è stato un festival che ha avuto come obiettivo quello di affrontare i temi dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale.
Oggi, alle porte della terza edizione, Smart Cityness si appresta ad affrontare uno dei temiche più caratterizzano il nostro territorio: i prodotti della tavola, e dei comparti enogastronomici.
Ma come può un focus sui prodotti alimentari della nostra regione, la Sardegna, inserirsi in un festival in cui l’innovazione rappresenta il filo conduttore?
Si può realmente innovare con i prodotti della tradizione in una terra come la Sardegna, in cui la tradizione enogastronomica rappresenta uno dei tratti distintivi e caratteristici? Andiamo a scoprirlo con chi ci guiderà in un viaggio tra i gusti, i sapori e i prodotti della nostra terra nella serata di sabato 17: Alessandra Guigoni.

Lo scorso anno, nel corso della seconda edizione di Smart Cityness, son stata coinvolta da Urban Center all’interno del meeting “Smart Land e Smart City, come connettere le due realtà?” e con altri ospiti ho discusso a lungo di come io ritenga intimamente connesse città e campagna, di come creda che si debbano e possano sostenere l’una con l’altra: la città ha i servizi, le innovazioni, e il pubblico adatto a supportare le produzioni e le comunità rurali. In una breve intervista con voi ho cercato di raccontarlo.
Quest’anno con il focus vogliamo approfondire un tema di interesse strategico per lo sviluppo sociale ed economico dei territori: l’agroalimentare, attraverso due filiere molto importanti in Sardegna, quella dei prodotti lattiero-caseari e quella delle birre artigianali.
Abbiamo scelto di raccontare i settori delle birre e formaggi perché insieme con il vino sono comparti trainanti e sempre in fermento, dove ci sono innovazioni e cambiamenti importanti in atto, anche in Sardegna.

È un momento storico in cui le sofisticazioni alimentari, l’italian sounding -che fa perdere miliardi al made in Italy agroalimentare- e la globesity acquistano forza, mentre i valori e i sapori della cultura gastronomica italiana perdono peso, mentre sappiamo che è il settore primario, il cibo e il vino, che trainano l’economia italiana, allo stato attuale.

Con noi ci sarà il ricercatore di Porto Conte Ricerche Luca Pretti, uno dei massimi esperti italiani della filiera delle birre artigianali, il ricercatore dell’Università di Cagliari Sebastiano Banni, che ha condotto importanti ricerche in molti campi, tra cui quello dei formaggi con CLA (acido linoleico coniugato), Nicola Perra, del birrificio sardo Barley, Maria Atzeni, mamma della mozzarella ovina, una squisitezza, e produttrice di casada, e ancora Stefano Mameli, Segretario di Confartigianato Sardegna, che ci parlerà delle opportunità di una legge per tutelare le produzioni brassicole artigianali.

Alla Tavola rotonda seguirà una Food experience, sulla falsariga di quelle che organizziamo allo IED (Istituto Europeo di Design) di Cagliari, un aperitivo ragionato in cui il pubblico assaggerà birre e formaggi artigianali sardi. Cercheremo di raccontare perché’ in Sardegna ci sono 30 birrifici, alcuni dei quali esportano i propri prodotti in tutto il mondo, come si riconosce una buona birra e un buon formaggio, racconteremo che cosa sono tradizione e innovazione per gli oltre 80 caseifici della Sardegna, insomma faremo un mini corso accelerato di degustazione, perché credo nella democrazia, anche del cibo, e nel diritto di mangiare e bere bene.

Le eccellenze sarde possono e sono già -in parte- motore di sviluppo locale, con la Tavola rotonda e la Food experience a seguire ci proponiamo di fare un passetto in avanti, sensibilizzando il pubblico del Festival e sfatando il mito che il l’agroalimentare sardo sia solo tradizione: c’è tanta innovazione, ricerca, sviluppo dentro un boccale di birra e su di un tagliere di formaggi, e lo racconteremo sia a parole sia facendo degustare delle assolute bontà.

Alessandra Guigoni