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In una Smart City cercare di capire come fare investimenti intelligenti in cultura, secondo Massimo Bray, Direttore Generale Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, deve essere una priorità. Ma se da una parte possiamo notare un continuo fermento nella nascita di forme, eventi e innovazioni con la creazione di buone opportunità lavorative e prospettive di guadagno, dall’altra sembra esserci poca attenzione e incapacità di cogliere la forza che c’è dietro queste proposte. Per trovare soluzioni servono le giuste domande e parlando di cultura ed economia ci si deve chiedere: come destare attenzione, come spostare il faro dell’economia e l’occhio degli imprenditori verso investimenti in cultura e creatività? Come integrare e portare a compimento un dialogo tra patrimonio artistico e capacità di fare impresa?

Sono gli esempi concreti e virtuosi che possono rendere possibile l’adozione di un nuovo modello economico. La fiducia nella cultura e nella creatività è necessaria per investire, attuare e promuovere progetti imprenditoriali alternativi.

Una scommessa vincente arriva direttamente dalla Spagna grazie alle doti imprenditoriali di Pablo Bautista Socio fondatore Idonika coordinatore del Mulafest Festival di Madrid. Ha raccontato un’esperienza suggestiva capace di coinvolgere capitale sociale ed economico in un grande evento che riunisce forme culturali e creative di una città underground.

Mula, un festival che parte dal basso, e promuove l’arte urbana costruendo una rete che viaggia tra l’online e l’offline tra tutti quei gruppi, custodi di un patrimonio artistico, ancora sottovalutato o incompreso, ma capace in soli quattro giorni di abbattere i pregiudizi sociali e dimostrare il grande valore e dignità da tutti i punti di vista. L’obiettivo è quello di prendere le energie più inusuali e utilizzarle per costruire un percorso artistico con un’identità riconoscibile e apprezzata.

“I nuovi meccanismi dell’economia della cultura richiedono una dimensione collaborativa, coesiva e comunitaria perché il capitale umano è la linfa vitale di un territorio”. La dichiarazione di Paolo Venturi [qui l’intervista], direttore dell’Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit, sottolinea l’importanza della presenza umana per la costruzione di nuovi percorsi all’interno di luoghi dedicati. “La dimensione culturale è un presupposto per qualsiasi tipo di sviluppo. La cultura ha un valore intrinseco ed è moltiplicatore di sviluppo”. Un dato di fatto è sicuramente che i paesi con maggiore partecipazione culturale sono quelli che innovano di più. Innovazione e cultura attivano processi. I giovani devono diventare imprenditori sociali nella cultura per risvegliare l’economia che nutrendosi di ibridazioni riattivi il territorio.