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Nel corso delle due precedenti edizioni, i laboratori hanno avuto sempre un ruolo centrale all’interno della programmazione di Smart Cityness, e anche questa terza edizione non è stata da meno.

Nel corso della tre giorni tanti laboratori hanno animato gli spazi del Ghetto degli Ebrei in via Santa Croce, tutti curati da partner diversi che hanno voluto portare il proprio apporto all’interno di Smart Cityness:

  • Nordai, partner della manifestazione fin dalla sua prima edizione ha curato il laboratorio sugli Itinerari di unicità che ha visto coinvolti cittadini e studenti universitari dell’ateneo cagliaritano interessati ad apprendere nozioni e capacità nella creazione di mappe informative territoriali. L’obiettivo del laboratorio, svoltosi durante tutta la giornata di domenica 18, è stato quello di creare percorsi territoriali del gusto e dell’artigianato, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. I partecipanti, infatti, hanno avuto modo di realizzare una serie di mappe costruite attraverso la geolocalizzazione degli open data in possesso dei GAL e di altre istituzioni ed altri contenuti come fotografie e aneddoti.
  • Cagliari Incompiuta, e il suo lab dal titolo Città (in)compiuta, hanno analizzato la situazione di città e territori disseminati di immobili incompiuti: spazi che non producono valore e che potrebbero rappresentare luoghi di nuove opportunità. L’analisi, concentrata sull’area di Cagliari ha analizzato quali sono gli immobili presenti nel capoluogo sardo, con l’obiettivo di mappare quelli abbandonati e gli spazi chiusi che potrebbero essere valorizzati, approfondendo inoltre le nuove forme di informazione e comunicazione.
  • Need for Nerd, in collaborazione con il Contamination Lab dell’Università degli Studi di Cagliari, ha invece curato l’Hackathon ColLABora, che ha visto i partecipanti lavorare in gruppi all’ideazione e progettazione di prototipi di app per la promozione delle imprese dei comparti dell’artigianato artistico e dell’enogastronomico presenti nell’area expo di Smart Cityness. Suddiviso in tre distinti momenti, l’Hackathon ha visto la presentazione dei bisogni e delle necessità da parte delle imprese, a cui è seguito il lavoro dei gruppi con la progettazione del prototipo, per poi essere presentato davanti alla giuria composta dall’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Cagliari, Marzia Cilloccu, dal rappresentante di Europe Direct della Regione Sardegna, Antonio Mura, e dal Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa di Urban Center Cagliari e Smart Cityness, Alessandro Pesapane.
    Tra i cinque progetti presentati – Nurateam, Spiar CreatorTeam ShirtSaving Makers, e Bacadafe – ha vinto l’idea presentata del team Saving Makers, che ha studiato una piattaforma per mettere in contatto artigiani e piccole medie imprese sarde che insieme possano creare rete e collaborazioni.
  • Infine spazio anche ad un laboratorio per i più piccoli, con il CoderDojo Quartu curatore di Alla scoperta delle tradizioni alimentari in Sardegna con la programmazione i bambini hanno imparato a programmare insieme ai mentor realizzando un elaborato digitale sulle tradizioni alimentari in Sardegna.

La partecipazione ai laboratori ha visto oltre 100 partecipanti coinvolti tra studenti universitari, bambini, cittadini e imprenditori, dimostrando come la componente laboratoriale di Smart Cityness rappresenti un valore aggiunto per l’intero festival, in cui partecipazione attiva e coinvolgimento sono capi saldi della manifestazione.