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“Il Mediterraneo è un bacino condiviso da civiltà e culture differenti, una risorsa da analizzare perché tra migrazione e turismo è testimone di esperienze eterogenee ed esemplificative per l’Europa”, si apre così l’incontro della sera del 3 ottobre dedicato a Mediterraneo e Innovazione con il nostro ospite internazionale, il greco Konstantinos Verras, CEO di DAEM, azienda ICT, rappresentante della città di Atene, che ha sottolineato come questa realtà rappresenti per tutta la Grecia la culla della democrazia ed un importante centro culturale e geopolitico. Negli anni l’impegno della DAEM è stato attuare una politica  di ammodernamento e innovazione di infrastrutture, istituzioni e servizi che valorizzino il territorio, creino opportunità per turisti e immigrati, ma soprattutto migliorino la qualità della vita del cittadino. L’obiettivo principale è quello di “sviluppare sistemi e applicazioni digitali e tecnologiche utili al cittadino per semplificare i processi di vita quotidiana all’interno della città”. È importante mantenere un contatto diretto con il cittadino, per capire le sue esigenze e collaborare alla creazione di un ambiente urbano efficiente, dove si vuole dare voce alla collettività, dove le decisioni vengono prese come nell’antica poleis greca, in un clima di totale democrazia, e dove comunità e istituzioni sono connesse. Non possiamo infine dimenticare il contatto diretto  e costante con le altre città europee, fondamentale per creare una rete di interazioni pacifiche tra etnie e culture diverse.

Ma non solo innovazione, si è parlato anche di immigrazione con il professor Gianfranco Bottazzi,  del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’ Università di Cagliari che sottolineato come “l’immigrazione deve essere vista come una risorsa”, in un territorio dove convivono etnie locali ed estere è importante prendere consapevolezza del fenomeno, accettarlo e attrezzarsi per gestirlo. “Noi siamo nel centro del mediterraneo e che si voglia o no questo problema c’è, dobbiamo accogliere e concentrarci su tutto quello che può darci”.

“La regione Sardegna crea relazioni con gli altri paesi del mediterraneo, per trovare le migliori condizioni di convivenza” questa è la speranza di  Anna Maria Catte, Direttore Generale Autorità di Gestione del Programma ENPI CBC MED. La collaborazione tra paesi rappresenta un mediterraneo in cui attori diversi agiscono, affrontano sfide e risolvono problemi di diversa entità. I progetti attuabili puntano all’integrazione, a trovare punti d’incontro  tra piccole e medie imprese e la governance locale per lo sviluppo sistematico di tutto il territorio.

Affacciarsi sullo stesso mare può unire o dividere” la premessa di Augusto Montisci dell’Università di Cagliari. Il progetto ENPI, è utile per intuire l’intento unitario di Landcare Med, un progetto di apertura e creazione di rete con altre realtà internazionali. Tunisia, Libano e Sardegna sono impegnate nell’analisi di un problema e nell’obbiettivo e ricerca comune di soluzioni: trovare gli strumenti per il corretto riciclo dei “materiali nobili” dei rifiuti e il trattamento eco-sostenibile del rifiuti organici di origine rurale e domestica. Un progetto di educazione con un’idea condivisa “Ciò che non mischio ora, non ho bisogno di dividerlo dopo”.

“Le interconnessioni tra istituzioni, comunità e territori si basano sulla costruzione e definizione di alleanze strategiche e innovazioni”

“Ciò che conta è la forma, riattivare la comunicazione, stabilire un collegamento tra uomo e tecnologie per rimettersi in gioco” , in un contesto in cui ciò che contano sono i luoghi, gli ambienti urbani e le sensazioni che sono capaci di attivare nelle nostre menti, regalandoci esperienze sensoriali uniche. Questa è la premessa di Carlo Infante Changemaker, docente di Performing Media e fondatore di Urban Experience, prima di accompagnare gli ospiti della conferenza in un Walkabout lungo le strade e la storia di Pirri, con una conversazione nomade un format resiliente per la partecipazione e l’esplorazione urbana a cura di Urban Experience.