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Gli Artisti

Ambizioni e limiti dell’abitante urbano

Verso la city , ambizioni e limiti dell’abitante urbano

All’interno del Chiostro di Architettura sarà possibile ammirare una mostra d’arte contemporanea che ospiterà le opere e le installazioni di 9 artisti emergenti locali e coinvolgerà il pubblico attraverso l’ arte attiva.

Gli artisti saranno chiamati a dare una propria interpretazione della dimensione del cittadino moderno . La direzione indicata col termine “smart city” , porta ad una sempre maggiore facilitazione del vivere la città .
A lungo andare ogni servizio sarà automatizzato o gestibile da un semplice smartphone , questo faciliterà il vivere del cittadino : esiste un risvolto umano? Esistono emozioni che andranno dimenticate ?

Daniele Serra (un opera esposta)
Daniele Serra lavora come illustratore collaborando con varie case editrici come DC Comics, Image Comics, PS Publishing, Weird Tales Magazine, Cemetery Dance. Ha all’attivo numerose collaborazioni con scrittori americani e inglesi (Brian Stableford, Steven Savile, Rain Graves, Alexander Besher) per libri illustrati, copertine e graphic novel. I suoi lavori sono stati pubblicati in Europa, Australia e Stati Uniti e sono stati esposti in mostre personali e collettive a S. Francisco e in Inghilterra. Nel 2012 ha vinto il British Fantasy Award.
Manu invisible (due opere esposte)
Cresciuto circondato dal colore, stimolato dai disegni fatti con la madre, ispirato da Batman come eroe simbolico della notte, la poetica delle sue opere si riconduce a tematiche e a soggetti quasi “Disumani” nel quale si denotano canoni Dinamici e Sfuggenti che descrivono spesso realtà sociali ed esistenziali. Lo studio ritrattistico è da sempre la parte più interessante del suo percorso, dove attraverso tecnica mista, quale spray e pittura murale, nascono le opere di “Street Art”. La sperimentazione sul campo della “Light Painting” ha reso l suo bagaglio artistico ancora più poliedrico, dando vita a opere d’arte dal gusto estremamente fresco e contemporaneo. Nel 2010 iniziano le collaborazioni con la Designer “Tarty” con il quale porta avanti tuttora vari progetti legati al mondo del riciclo. Un altra parte più che rilevante della formazione dell’artista è quella basata sulle installazioni e la decorazione di spazi, utilizzando molteplici materiali tra cui vernici e materiali fluo e luminescenti, dando così continuità al suo discorso personale legato all’atmosfera notturna. Manu Invisible ha firmato diversi lavori in Sardegna ma anche in Italia e in gran parte della Spagna, con il sogno di continuare a girare il mondo. Diplomato al Liceo Artistico, in seguito ha svolto diverse mostre personali tra cui “Infiammazioni Oculari” al NAC di Cagliari e ha fatto parte alle due collettive curate da Giacomo Pisano, la prima presso il Palazzo Regio di Cagliari e la seconda alla sede de L’ Unione Sarda nel 2012.
Matteo Ambu (un opera esposta)
Nato a Monserrato, si diploma al Liceo artistico di Cagliari e si dedica completamente alla sua passione, l’arte,votata al riciclo e assemblaggio di ciò che definisce “l’infinitesimo ciarpame sempre ad un passo dal cassonetto”.Se le forme sono suscettibili di cambiamenti e testimonianza di una maturazione di gusto e sensibilità dell’ artista nel corso degli anni, la tecnica scelta per le realizzazioni è una costante e il suo personalissimo marchio. L’assemblage di materiali di recupero ,da cui deriva il neologismo “recupage”,è infatti la caratteristica fondamentale delle sue realizzazioni artistiche, esposte nel laboratorio-spazio espositivo Studio d’Arte U.F.O. di via portoscalas (Cagliari).Il punto di partenza è la sensibilità per l’estetica degli oggetti, specie quelli considerati alla fine del loro ciclo vitale. Come per un compositore,è la fantasia che determina i possibili accordi che si possono trovare tra gli oggetti più svariati, solo all’apparenza elementi di un paesaggio apocalittico ad un passo dall’abbandono,tutto ciò che è scarto ,inutile, abbandonato,ritrova un senso attraversola reciprocità.Nel novero dei reperti che Matteo Ambu è solito “rianimare” non manca alcuna “creatura industriale”.Plastica o metallo, prt il corpo di sculture che sono assemblaggi ma trovano compiutezza e coesione sotto le tinte che coprono e ottundono ogni interstizio.Succede che nell’assunzione a materiale d’arte ,gli oggetti cambino di stato,ritrovino” dignità” e creino un nuovo alfabeto di proustiana memoria,all’insegna della fantasia e giocosità in uno spazio “fantascientifico”,le nuove relazioni e l’equilibrio di pieni e vuoti non modificano l’aspetto tangibile di forchette, bulloni,cerniere lampo,accendini, rotelle, etc.,conservando quindi, nella nuova vita, la loro identità.
Ilaria Gorgoni (due opera esposte)
Ilaria Gorgoni Nata a Cagliari nel 1984, si è diplomata al Liceo Artistico in Grafica Pubblicitaria. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Design. Ha partecipato con mostre, installazioni e live painting a diversi eventi cagliaritani tra cui “LoveForMySelf”, CarharttSquare Cagliari e “Mansion Oddities” presso Bertola Srl nel 2009, “Imperfetto Futuro” a cura del Centro Culturale Man Ray nelle edizioni 2009 e 2012. Nel 2010 partecipa alla collettiva “Vis à Vis – Giovani artisti vs giovani collezionisti” a cura di Roberta Vanali. La sua ultima esposizione, la bipersonale “Vietato l’accesso” insieme alla fotografa Luna Cesari, è stata ospitata nel maggio 2012 nello spazio ex Poste Regie di Cagliari, con un progetto a cura di Efisio Carbone, Stefano Raccis, Inès Richter. Partecipa a “Pop Shock” per Vamp, a cura di Giacomo Pisano ed alla Bipersonale con Geep, fatta da 15 marzo 2013 al 7 aprile 2013. Nel febbraio del 2014 è al “Sancti Innumerabiles” a cura di Efisio Carbone.
Marcello Marinelli (un opera esposta)
Marcello Marinelli nasce a Cagliari il 21|3|1989. La sua vera passione per il mondo della pittura si manifesta durante lo studio in ambienti scolastici accademici per poi creare un percorso individuale attraverso la ricerca figurativa,plastica e cromatica mediante l utilizzo di diversi materiali e adattandosi con naturalezza a diversi formati e superfici , mantenendo uno stile pulito e personale,ma,spaziando in un ampio repertorio figurativo dal quale palesano influssi derivanti dal mondo dei graffiti wild style ( t.r.c. crew since 2002) e dallo studio di grandi maestri del passato che da sempre lo affascinano,occupando un ruolo di rilevanza nello stesso.La fusione di questi elementi e la storia della società contemporanea ,vengono rappresentati in un unica sintesi che assume talvolta tratti grotteschi e ambientazioni esasperanti ,analizzati e filtrati dal pensiero dell artista, trovano compiutezza nei soggetti che popolano le sue opere.
Massimo Congiu (due opere esposte)
Massimo Congiu. Laurea in Ingegneria Edile Architettura. Esercita da marzo 2013 la libera professione come Architetto. Workshop internazionali, tirocinio all’estero e stage ne hanno caratterizzato un percorso poliedrico orientato allo sviluppo di una visione urbana proiettata verso l’eco sostenibile e la sua valorizzazione artistico culturale. Le diverse esperienze hanno determinato una crescita professionale nel campo delle arti grafiche visive. Fa parte del gruppo di progettazione Revolvér, che si occupa di riqualificazione architettonica e del paesaggio, allestimento e design, condividendo la visione di una progettazione radicata nello sviluppo sostenibile degli spazi urbani e rurali. Cofondatore dell’Associazione culturale TRIGU, esperimento di coworking tra artisti, architetti e design. Per il progetto “I’M Sardegna” si occupa di comunicazione grafica, arti visive e multimedialità, fornendo assistenza ai corsisti.
Skan (un opera esposta)
Skan, nasce a Cagliari nel 1988 e si avvicina al mondo dei graffiti all’età di 12 anni, trascorrendo intere giornate sui suoi sketch. Dopo l’ Accademia di Belle Arti di Milano, partecipa a diversi eventi di street art in giro per l’Italia . Oggi vive in Sardegna e viaggia e dipinge in giro per l’ Europa. 
Dipinge su qualsiasi supporto, carta, legno, tela, ma quello che preferisce sono i muri. Gli piace scoprire i luoghi e le vecchie fabbriche abbandonate. Le superfici dipinte sembrano così ottenere una seconda vita. Mi piace dipingere figure o cose come normalmente non appaiono, decontestualizzarle e inserite in un nuovo “habitat”.
Daniele Gregorini (due opere e un istallazione interattiva con musiche di Francesco Moreno)
Daniele Gregorini nasce a Cagliari nel 1989. Durante tutti i suoi studi sviluppa la passione per l’arte, supportata e fomentata dalla madre (Michelle Pisapia) e dal nonno, anche loro artisti. Nel 2012 entra a far parte dell’associazione culturale Urban Center Cagliari, dove trova spazi di espressione per la sua vena creativa organizzando mostre, esposizioni ed installazioni. Sviluppa la sua attività artistica anche col collettivo Skart creando installazioni per vari committenti cagliaritani (Fondazione Giuseppe Siotto, Karel Music Expo, Urban Center Cagliari). Con il collettivo Skart organizza la manifestazione “Ccoccorrocci 13” occupando tra gli altri il ruolo di direttore artistico nell’esposizione realizzata per l’occasione. È sua anche la direzione artistica del ciclo di serate “Stearika”, dove nella seconda edizione realizza il suo progetto fotografico “Torniamo a guardarci in faccia”.
Partecipa con una collaborazione con Michelle Pisapia alla mostra alla galleria Spazio 61, “Ciao Primavera”.
Nell’agosto del 2014 è curatore ed organizzatore della Galleria del Sale, progetto dell’Urban Center Cagliari, che porta alla prima fase di realizzazione della prima galleria d’arte a cielo aperto della città di Cagliari dove dipinge uno dei 14 murales realizzati.